Da Berlino a Roma: la straordinaria mostra milanese sulla coppia junghiana in fuga dal nazismo
Nel cuore della Biblioteca dell'Università Bicocca si apre una finestra sul passato, una narrazione che intreccia storia, psicologia e arte. La coppia junghiana formata da Ernst Bernhard e Dora Friedländer, costretta a fuggire dal regime nazista, diventa il filo conduttore di una mostra che promette di emozionare e far riflettere.
Il contesto storico degli anni Trenta, segnato dalla persecuzione degli ebrei e dalla censura intellettuale, rende la vicenda di questi due psicoterapeuti particolarmente rilevante. Non solo testimoniano la violenza dello migrazione forzata, ma mostrano anche come la cultura e la scienza possano sopravvivere e trasformarsi anche nei momenti più bui.
Visitando la mostra, il pubblico avrà l'opportunità di esplorare documenti inediti, lettere d'amore, dipinti e persino un telefono d'epoca che riproduce i sogni dei due protagonisti. Il percorso espositivo, curato dallo storico Matteo Fiorani, promette di svelare non solo la storia personale, ma anche l'impatto che Bernhard e Friedländer ebbero sulla psicoterapia analitica in Italia.
Nel 1936, a seguito dell'ascesa al potere di Hitler, Ernst Bernhard, ebreo di nascita, e la sua compagna Dora Friedländer, non ebrea, decisero di lasciare la Germania per trovare rifugio in Italia. Il loro viaggio, segnato da ostacoli burocratici e da una costante paura, è ricostruito con precisione grazie a documenti d'archivio, biglietti di viaggio e testimonianze scritte. Questa sezione della mostra ricorda al visitatore quanto sia stato difficile ricostruire una nuova vita in un paese straniero, evidenziando al contempo la resilienza dei due studiosi.
Il materiale esposto proviene direttamente dall'archivio personale della coppia, trasferito all'Ateneo tramite il Centro Aspi (Archivio storico della psicologia italiana) e custodito presso il Polo di archivio storico (PAST). Lettere, agende, bozzetti di dipinti e persino oroscopi personali sono stati selezionati per illustrare la quotidianità e il pensiero dei due psicoterapeuti. Ogni oggetto è accompagnato da una didascalia che contestualizza il suo valore storico e scientifico.
Tra le proposte più innovative della mostra vi è un telefono d'epoca che permette ai visitatori di ascoltare le registrazioni dei sogni di Bernhard e Friedländer, offrendo uno spaccato intimo del loro lavoro analitico. Un’altra installazione trasforma la loro macchina da scrivere in un dispositivo multimediale: premendo i tasti, le lettere si animano sullo schermo, rivelando frammenti di corrispondenza che raccontano la loro vita in esilio.
Arrivati a Roma, la coppia divenne rapidamente un punto di riferimento per intellettuali e pazienti illustri: Federico Fellini, Natalia Ginzburg, Adriano Olivetti, Giorgio Manganelli, Cristina Campo e lo scrittore americano Allen Tate furono tutti attratti dal loro approccio innovativo alla psicoterapia junghiana. Le loro lezioni e i loro seminari contribuirono a diffondere in Italia una nuova visione della psicoanalisi, basata sul dialogo tra culture diverse.
Oltre al contributo terapeutico, Bernhard e Friedländer influenzarono la scena culturale italiana del dopoguerra. Le loro idee sulla simbologia, i sogni e l'inconscio furono integrate nelle opere di scrittori, registi e architetti, creando un ponte tra psicologia e arte. La mostra evidenzia come il loro lavoro abbia ispirato una generazione di pensatori, dimostrando che la scienza può diventare strumento di rinnovamento culturale.
Le testimonianze raccolte da amici, colleghi e pazienti offrono una prospettiva personale sulla vita dei due studiosi. Video-interviste, foto di gruppo e citazioni tratte da discorsi pubblici arricchiscono il racconto, mostrando non solo la loro professionalità, ma anche la loro umanità, la loro capacità di accogliere e formare nuovi analisti in un periodo di grande incertezza.
L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, rendendo la conoscenza di questa storia accessibile a un pubblico ampio. La mostra rimarrà aperta fino al 23 dicembre, offrendo numerose occasioni per approfondire il percorso di questi due protagonisti della psicologia analitica.
Dove: Biblioteca dell'Università Bicocca, Piazza dell'Ateneo Nuovo, 1
Quando: 25/09/2026