Pedala! Gino e Adriana Bartali nell'Italia del Dopoguerra: Un'Esperienza Unica
Milano si prepara ad accogliere un evento teatrale di grande interesse, che ci porterà a riflettere sulla storia d'Italia attraverso l'amore di Gino e Adriana Bartali.
La storia di questo leggendario campione di ciclismo e della sua moglie è un capolavoro di amore e coraggio, che ci porta a riflettere sulla fragilità e sulla bellezza dell'Italia del dopoguerra.
Gino Bartali e sua moglie Adriana raccontano le origini di un paese fragile e bello, l'Italia più vera e piccola. Due voci complementari, maschile e femminile, ci riportano nell'Italia del fascismo e del Dopoguerra.
Lo sguardo di Adriana per prendere coscienza del ruolo civile delle donne nella ricostruzione dell'Italia democratica e quello di Gino, ciclista e intramontabile fuoriclasse.
Si parla del legame con Fausto Coppi, rivale e fratello di battaglie, di un Paese spaccato in due, dell'attentato a Togliatti, dell'epico Tour de France del 1948 che cambiò la storia d'Italia.
Queste due voci insieme, quelle di Adriana e Gino, interpretate da Federica Molteni, raccontano di noi, del nostro passato, ma pongono interrogativi sul presente. E sul futuro.
Lo spettacolo è il seguito di Gino Bartali - eroe silenzioso, che con 350 repliche in Italia e in Europa ha emozionato oltre 100mila spettatori: caso straordinario nel teatro indipendente del nostro paese.
Continua il racconto della Storia d'Italia attraverso il ciclismo e uno dei suoi massimi protagonisti, Gino Bartali. Una seconda tappa della storia del leggendario campione per raccontare l'Italia da una visuale particolare, quella di Ginettaccio e della sua bicicletta.
Bartali non è più il ragazzino della prima tappa, ma un adulto con la morte addosso e la vita a premere sui fianchi.
Non è un eroe, ma un uomo al fianco di Adriana, compagna e luce fondamentale, che incarna le speranze di libertà delle donne italiane nel Dopoguerra.
Protagonista dello spettacolo pone agli spettatori le domande necessarie per riflettere sull'assurdità del conflitto, sul primo voto alle donne, sulla nascita della Repubblica e sulle contraddizioni legate a un regime che non vuole finire del tutto.