"Mi sono accorto che non solo gli stranieri, ma anche i miei concittadini dormono, nel deserto, per così dire, dell'ignoranza e non conoscono le meraviglie di Milano" .
"Mi sono accorto che non solo gli stranieri, ma anche i miei concittadini dormono, nel deserto, per così dire, dell'ignoranza e non conoscono le meraviglie di Milano" .

(Bonvesin da la Riva, 1288)

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Antichi Borghi e Nuovi Quartieri

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Le periferie di Milano? Assiano, Basmetto, Cavriano e così via per 159 diversi toponimi. Luoghi sostanzialmente sconosciuti alla città. “PeriferiArtMi - antichi Borghi e nuovi Quartieri della periferia milanese” è l’iniziativa per farli conoscere. In attesa di settembre, alcuni “assaggi” Sabato 27-Domenica 28 giugno 2020.

Milano, 25 giugno 2020

La periferia milanese è molto composita ed altrettanto sconosciuta. A come AssianoB come BasmettoC come Cavriano e via elencando non hanno grande notorietà. «In effetti – spiega Giorgio Bacchiega, direttore del Centro Studi Periferie – sono 159 i diversi toponimi di antichi Borghi e nuovi Quartieri nei quali si articola la Milano, oltre la cerchia della 90-91, cioè l’80% della nostra città». E, in primo luogo, “PeriferiArtMi – antichi Borghi e nuovi Quartieri” si rivolge proprio ai residenti. Diceva Bonvesin da La Riva: "Mi sono accorto che non solo gli stranieri, ma anche i miei concittadini dormono, nel deserto, per così dire, dell'ignoranza e non conoscono le meraviglie di Milano". «Parole scritte nel 1288, oltre 750 anni fa – commenta Walter Cherubini, portavoce di Consulta Periferie Milano – ma che sembrano scritte ieri». E PeriferiArtMi, iniziativa cittadina preventivata per lo scorso marzo ma che prenderà avvio a settembre, vuole proprio far conoscere ciascun lembo dell’altra parte di Milano, quella meno o poco conosciuta, ma ricca di beni architetttonici, artistici, museali e paesaggistici. «Grazie anche alla partecipazione di una cinquantina di associazioni ed enti territoriali, abbiamo già individuato 71 “beni” ed anche 20 percorsi – evidenzia Marco Balsamo, direttore di Scoprimilano – che, tra l’altro, possono avere anche un interesse turistico».

Intanto, propedeutico all’organico avvio a settembre (per poi ripetersi ogni mese, il terzo fine settimana), questo fine settimana prevede dei primi “assaggi” (info www.periferiemilano.it). Sabato 27 a San Siro, per vedere il Cavallo di Leonardo, la più grande statua equestre del mondo che ha un gemello nel Michigan, e duemila metri di street art sul muro di cinta dell’Ippodromo del Galoppo. «Solo che negli USA il “Grande cavallo” è fra i cento monumenti maggiormente visitati d’America – precisa Emanuele Rodriquez, referente del Centro studi ConMilanoOvest – mentre a Milano è rimasto sostanzialmente dimenticato per vent’anni all’ingresso dell’Ippodromo del Galoppo». Poi, a Lambrate, ancora con la street art: «è una nuova forma d’arte e di espressione – commenta Luigi Andreoli, referente di Dai Nostri Quartieri, giornale di zona che da oltre quarant’anni racconta Lambrate e dintorni – che inizia ad essere apprezzata non solo dai giovani e che a Lambrate presenta aspetti piuttosto interessanti». Quindi, al Lorenteggio per vedere la millenaria Gesa di Lusert (Oratorio di San protaso al Lorenteggio), «rimasta integra sullo spartitraffico di Via Lorenteggio – racconta Paola Barsocchi, presidente degli Amici della Chiesetta di San Protaso – grazie alla costante attenzione ed iniziativa di residenti e commercianti, divenuta uno scrigno per incontri letterari e musicali». Infine, Domenica 28, nel Quadrilatero Aler San Siro «per un itinerario della Memoria storica – evidenzia Marco Gaiardelli, presidente dell’Associazione Fenice – lungo le numerose targhe che raccontano di tante persone che hanno offerto importanti contributi alla nostra città, sacrificando anche  la propria vita». Insomma, un modo diverso di guardare un quartiere, che non gode di un buon storytelling, ma che può essere visto anche da prospettive imprevedibili, da conoscere. «Come le Madonnine presenti in oltre 30 cortili – aggiunge Gaiardelli – segno della cura e della cultura presenti nel quartiere».

In questo panorama di luoghi, non sono poi da dimenticare le decine di libri sulla storia dei quartieri che, fino al 1923, erano Comuni indipendenti da Milano. «L’obiettivo è quello di offrire una conoscenza diffusa della città – conclude Walter Cherubini, portavoce di Consulta Periferie Milano – affinchè nessuno lembo di territorio e chi vi dimora rimanga dimenticato».

Redazione

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